Ci sono dei momenti nella vita in cui tutto sembra fermo: il rapporto con il proprio lavoro, la propria vita sentimentale, il rapporto con se stessi.... E altri momenti in cui tutto sembra andare a una velocità sorprendente, sfidando le leggi della fisica di Einstein.
Io in questo periodo sono in uno di questi.
Nei giorni passati ho provato, appena sveglio, ad afferrare anche la più piccola consapevolezza di un qualunque gesto (come preparare il caffè) e di tentare di portarla con me per tutto il giorno e dopo diversi giorni di pratica assidua ho sperimentato una cosa straordinaria.
Di ritorno dal lavoro, mentre guidavo, sono stato catapultato in un stato di estasi più totale, ed ho afferrato anche se solo per poco tempo, quello che vuol dire tremila regni in un singolo istante di vita. Non sono molto bravo con le parole per poter descrivere questa sensazione, ma era unica.
Sono stato proiettato in spazio non spazio, in un tempo non tempo, in cui tutto sembrava immobile e dinamico contemporaneamente. Una sensazione piacevolissima ma che una volta finita mi ha creato interiormente un forte turbamento (un terrore allucinante).
Mi sono interrogato, ho cercato di scavare dentro di me, per trovare le radici di questo profondo malessere e ho avuto questa risposta. In quegli attimi di estasi in cui mi sentivo parte del tutto (come una goccia d'acqua può sentirsi parte dell'oceano), il mio essere non esisteva più, ero un uomo non uomo, ero in presenza di un vuoto totale: mentale, fisico, .... e avevo perso la mia identità. E sparendo il mio Ego, si erano dissolte le mie preoccupazioni, i miei desideri, il mio input a muovermi, ero frastornato e mancavo di una guida.
Nei giorni seguenti, una parte di me voleva rivivere quella stupenda sensazione, e una parte di me in maniera molto feroce mi ostacolava. Mi accorgevo che avevo un'ossessione allucinante per ogni aspetto della vita (lavoro, affetto, cibo...). Mi sentivo come trainato in due direzioni opposte. Platone nel mito del carro e dell'auriga lo descrive perfettamente. La biga (che trasporta l'auriga, la propria "anima") è trainata da una coppia di cavalli, uno bianco e uno nero: quello bianco raffigura la parte dell'anima dotata di sentimenti di carattere spirituale, e si dirige verso l'Iperuranio; quello nero raffigura la parte dell'anima concupiscibile e si dirige verso il mondo sensibile.
Una parte di me (il mio Ego) stava combattendo con tutte le sue forze per non morire. Mi sembra cosi assurdo solo il pensarlo.
Per fortuna che nella nostra pratica abbiamo il Gohonzon e Nam Myoho Renge Kyo che ci permette di lucidare la nostra vita e infonderci il coraggio, lo stato vitale e la saggezza per comprendere.
Mi sono documentato e la mia ricerca è caduta sul concetto dei tre ostacoli e quattro demoni e in particolar modo su bonno-ma, il demone dei desideri terreni che sorgono dai tre veleni: avidità, collera e stupidità.
Volevo a questo punto capire quali sono gli strumenti che posso avere a disposizione per non cadere preda del mio bonno-ma e ho trovato questa citazione di Osho:
"Hai tentato di non andare in collera, molte volte hai deciso di non arrabbiarti più, eppure ciò accade continuamente. Hai tentato di non essere avido, ma cadi continuamente nella stessa trappola. Hai fatto di tutto per cambiare te stesso, ma non sembra sia mai avvenuto alcun mutamento: tu resti sempre lo stesso.
Ed ecco che io dico che esiste una chiave semplicissima: la consapevolezza"
Alla luce di questo, sto comprendendo cosa mi è capitato fino ad oggi: nei rapporti di lavoro, nei rapporti familiari, sentimentali .... e soprattutto ora in questo momento critico per la mia coscienza.
La recitazione di Nam Myoho Renge Kyo di per sé non basta, occorre vivere in maniera consapevole e responsabile la propria vita, accettando e comprendendo che la tua parte oscura fa parte (e farà parte sempre) di te.
Mi sembra di aver perso inutilmente anni di pratica buddista, di meditazione, di recitazione, ma so che nella vita le cose arrivano sempre nei momenti giusti per te. Bisogna solo attendere e la sofferenza creata a te a agli altri diventerà solo un flebile ricordo e un insegnamento per il futuro.
